Mer. Set 18th, 2019

Profeti dell’islam

I profeti dell’islam (in arabo: ﻧﺒﻲ‎, nabi , pl. anbiyāʾ) sono uomini inviati da Allah per additare all’umanità la via della salvezza. Sono descritti nel Corano e dalla tradizione letteraria dei musulmani. Nell’islam tutti (compresi Gesù e Muhammad) sono considerati esclusivamente e del tutto uguali di fronte a Dio (Allah).

La tradizione islamica insegna che i profeti sono inviati da Dio ad ogni nazione. Nell’islam è stato infine inviato – dopo Hud, Salih e Shuʿayb – Muhammad, al fine di portare una volta per tutte il messaggio divino a tutta l’umanità, mentre altri profeti sarebbero stati inviati per portare un messaggio a specifici gruppi o nazioni.

Diversamente dal giudaismo e dalla cristianità, l’islam distingue tra messaggeri di Dio (rasul) e profeti (nabī). Entrambi sono portatori della rivelazione (Wahi) “ispirata divinamente”. I messaggeri sono portatori del messaggio divino per una specifica comunità attraverso un libro.

Mentre tutti i “rasūl” sono “nabī”, non tutti i “nabī” sono “rasūl”.
Tutti i messaggeri, e alcuni dei profeti, sono menzionati nel Qur’an, ma di un gran numero di essi s’ignorano opere e nomi, come dimostrato dalla credenza islamica che nell’area compresa tra la Kaʿba e il muretto semicircolare, detto hatīm, sarebbe sepolto un gran numero d’inviati divini, del tutto ignoti però alla storia redatta dagli uomini.

I musulmani credono che il primo nabī sia stato Adamo, mentre il primo rasūl sia stato Abramo.

ʿĪsā (Gesù) è nato da una vergine sia per l’islam che per la cristianità, ed è visto come un nabī perché aveva ricevuto la rivelazione da Dio. Anche Gesù è considerato uno dei rasūl, perché Dio gli ha rivelato il Vangelo (Injīl). Però, diversamente dalla cristianità, nell’islam si commette eresia affermando che Dio avrebbe avuto un figlio, e lo stesso Gesù è considerato un essere umano, pur se di grande carisma e capacità taumaturgica.

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